Il Comune di Ascoli Piceno, grazie al contributo del Gruppo Gabrielli, allestisce, presso la Galleria civica d’arte Contemporanea “O.Licini”, dal 16 aprile al 6 novembre, la mostra “Paesaggi d’Italia tra Corot e Fattori” con l’esposizione delle opere di Giulio Gabrielli (1832 – 1910).

La mostra che è stata organizzata nell’ambito delle manifestazioni per il 150° dell’Unità d’Italia e riunisce 120 opere dell’artista ascolano Giulio Gabrielli che saranno messe in relazione con quelle dei più noti paesaggisti del XIX secolo con i quali fu in contatto durante i suoi soggiorni di studio a Roma, Firenze e Napoli ( Gigante, Von Pitloo, Caffi, Corot, Costa, Abbati, Sernesi, Vito D’Ancona, Lega e Fattori).

Una sezione della mostra è dedicata ai rapporti del Gabrielli con alcuni personaggi del Risorgimento marchigiano ed in particolare al suo ruolo di conservatore del patrimonio artistico ed archeologico cittadino, come fondatore della Pinacoteca Civica e della Biblioteca Comunale. “Essere vicini e partecipare a dare il giusto lustro all’esposizione di un artista ascolano che ha contribuito a rendere celebre il nostro territorio nel mondo – ha detto la vicepresidente del Gruppo, Barbara Gabrielli – è un aspetto molto importante. Il patrimonio artistico del Gabrielli rappresenta un viaggio non del solo vedere, ma anche un momento per provare a fissare emozioni capaci di fermare il tempo per entrare in contatto con i luoghi della memoria”.

La notorietà e l’apprezzamento universale per il paesaggio italiano hanno rappresentato per varie generazioni di artisti uno stimolo a dipingere suggestive vedute legate ai luoghi ed alle città d’arte frequentate dai colti viaggiatori forestieri impegnati a compiere il Grand Tour.

A partire dal XVIII secolo, specialisti italiani e stranieri si dedicarono a riprodurre scorci pittoreschi del Bel Paese, divulgando in Europa la fama della penisola come un locus amoenus, privilegiato dalla natura e dal clima temperato. La vegetazione mediterranea, le isole del Meridione, i suggestivi ruderi architettonici del mondo antico e i monumenti del Rinascimento non meno dei laghi alpini divennero ben presto i soggetti prediletti da molti artisti che, attraverso le loro opere, concorsero ad alimentare in tutto il continente europeo la fama dell’Italia, favorendo nel contempo l’affermarsi fra l’elite intellettuale di una visione unitaria della penisola garantita da una comune identità culturale, ben prima che l’unità territoriale si realizzasse politicamente. Sebbene sottoposta al controllo di governanti stranieri, l’Italia si proponeva agli occhi degli intenditori d’arte di ogni nazione europea come un unicum, risultante da una secolare sovrapposizione di elementi artistici, culturali e naturali che prescindevano dall’origine di chi momentaneamente si trovava a reggere le sorti dei piccoli stati preunitari. Nella coscienza collettiva degli esponenti più illuminati della cultura internazionale, l’Italia risultava già unita ben prima che lo fosse politicamente. Per questo motivo ci è sembrato opportuno individuare nel paesaggio visto attraverso gli occhi del pittori dell’Ottocento il tema intorno al quale centrare questa mostra organizzata nell’ambito delle manifestazioni per il 150° dell’Unità d’Italia. A questo proposito si è voluto anche rendere omaggio al pittore ascolano Giulio Gabrielli del quale ricorre il primo centenario della morte: a lui non era mai stata dedicata una rassegna monografica ampia ed esauriente che, inquadrandolo nel suo tempo, ne ripercorresse la lunga attività artistica che non si espresse soltanto nella realizzazione di numerose vedute ma anche nel lavoro quotidiano a vantaggio della tutela del patrimonio artistico cittadino, svolto come direttore della Pinacoteca Civica.

Come puntualizza Maria Gabriella Mazzocchi, che da vari decenni si occupa di indagare l’attività artistica di Giulio Gabrielli, il suo percorso formativo, iniziato a Roma con lo zio Filippo Agricola, proseguì poi a Napoli e a Firenze. Nell’Urbe, forse tradendo gli insegnamenti accademici ricevuti in ambito familiare, il giovane Giulio si interessò soprattutto agli artisti più giovani, in particolare ai numerosi stranieri che animavano la folta colonia pittorica romana, alternando il lavoro nell’atelier alle soste nelle osterie e alle gite nella campagna laziale in cerca di ispirazione. Corot fu certamente oggetto di una attenta analisi da parte del giovane venuto dalla provincia ascolana che riconobbe nelle piccole vedute tracciate con fare compendiario e risoluto dal maestro francese una possibile fonte di ispirazione. Nella capitale partenopea invece guardò con profitto alla lezione della Scuola di Posillipo, in modo particolare recependone la declinazione atmosferica che ne diedero l’olandese Pitloo e Giacinto Gigante, abbandonando il descrittivismo fotografico e l’anedottica folkloristica cara ai pittori di genere attivi a Napoli. Gabrielli riconobbe nelle loro opere un modo diverso di trattare il paesaggio senza cadere nello sdolcinato realismo di maniera di tanti specialisti, concentrandosi invece nello studio della dialettica luce-ombra e nella resa compendiaria degli elementi che concorrono a formare il paesaggio italiano. Tra Roma e Napoli, Gabrielli aveva dunque maturato una attenzione alla moderna pittura “di macchia” tale da giustificare la sua scelta di trasferirsi a Firenze, dove lo immaginiamo guardare ammirato le tavolette di Sernesi, de Tivoli, Fattori, Lega, artisti che animavano il movimento dei Macchiaoli. Costretto per ragioni familiari a rientrare ad Ascoli Piceno, Giulio Gabrielli mise a frutto le sue precedenti esperienze concentrandosi in una strenua opera di documentazione, attraverso i piccoli dipinti eseguiti ad olio su carta, delle bellezze artistiche della città, delle trasformazioni edilizie realizzate sul finire del XIX secolo e del territorio circostante. Prendeva così corpo un vero e proprio archivio, fondamentale per ricostruire la storia urbanistica cittadina e del paesaggio ascolano, ma di grande interesse anche sotto il profilo pittorico. Nel girovagare per le piazze e le rue di Ascoli con i suoi taccuini e l’occorrente per dipingere, Giulio Gabrielli non dimenticava di essere prima di tutto un pittore e nel tracciare le sue vedutine ricordava e rielaborava quanto appreso a Roma o dagli amici Macchiaioli, evidenziando un grande mestiere ed una tecnica sicura. Anche nelle rappresentazioni dei ruderi romani posti lungo il tracciato della Salaria o in quelle delle imponenti sostruzioni romane dell’Annunziata, Gabrielli non trascurava mai la pratica pittorica e in quelle muraglie intrise di luce o scavate da ombre profonde si legge ancora la poesia del tempo passato. Le indimenticabili vedute della campagna ascolana, punteggiata da casolari, ville e borghi medievali ci aiuta poi a capire quanto, in meno di un secolo, quei luoghi siano cambiati a danno di quell’immagine dell’Italia che il Gabrielli stesso aveva decantato e contribuito a far conoscere attraverso le sue opere.

Oltre a presentare più di centosessanta vedute dipinte dal pittore ascolano nel corso dei suoi viaggi di studio e nella sua città di origine, la mostra offrirà l’ opportunità di ammirare i paesaggi realizzati dai maggiori specialisti italiani con i quali Gabrielli ebbe occasione di intrattenere utili rapporti di lavoro. Gli esponenti della Scuola di Posillipo, Pitloo e Gigante, saranno rappresentati da vedute di grande suggestione che trasmettono il colore e la solarità mediterranea della campagna e del litorale campano che anche l’ascolano tradusse in alcune opere realizzate durante il suo soggiorno a Napoli.

Fattori, De Tivoli, Abbati e Signorini sono stati conosciuti a Firenze e nelle loro opere presenti alla mostra di Ascoli Piceno sarà possibile riconoscere quella libertà compositiva che anche il Gabrielli esprime nelle sue vedute costruite con poche pennellate corpose che sanno cogliere l’essenza del momento luminoso.

Greg Beeman your passion is an inspiration
burberry schal Fake coach purses at coach outlet stores

which is the best mode production system on the inside susinggapore
valentino shoesThe Benefits Of Aerobic Exercise And How Easy It Can Be
woolrich arctic parka
summer outfits built around running shoes OC
wholesale dreses Leather Cyber Goth Shoulder Armor

The Beatles The Monkees And Fashion
Canada Goose Sale delicate handwriting technique in 1850

Summer Head Gear Fashion Trends
Sciarpa Burberry This is a waypoint

star Chloe Bennet gets recruited for Marvel
burberry schal determining extracurricular activities for event participants

What to wear when attending an outdoor wedding
Christian Louboutin Norge taylor fast a stylish victorious one twice in new york recently snapshots

Benefits of Essential Amino Acids
Louboutin Pas Cher Different types of popularly worn hats include babet

5 tips to conquering your closet
pandora bracelet getting stylish comprehensive garments for men or women

Fashion on a Budget for Everyone
louis vuitton outlet Run DMC popularized three quarter length leather jackets