Cosa vedere ad Ascoli Piceno

Ascoli Piceno, conosciuta come la “città delle 100 torri”, è una città storica e rinascimentale ricca di storia, cultura e splendida architettura. I luminosi e maestosi edifici in travertino e pietra calcarea caratterizzano la città, che è ricca di storia, cultura e bella architettura.

Ascoli Piceno è una città storica ricca di monumenti da visitare, tra cui chiese, piazze e palazzi, la maggior parte del centro storico è stata edificata in pietra, il che lo rende accogliente ed al contempo elegante da osservare.

Se vi state chiedendo cosa visitare ad Ascoli Piceno e/o avete in programma di farlo, continuate con la lettura di questo articolo, in cui parleremo non solo della famosissima Piazza del Popolo, ma di tutti i meravigliosi itinerari da scoprire. 

Ascoli Piceno: cose da visitare

I monumenti e gli itinerari da visitare ad Ascoli Piceno sono numerosi. Approfondiamo in questo paragrafo quelli più rilevanti, così da orientarvi nell’immaginario di ciò che questa storica città ha da offrire.

Piazza del Popolo

Come accennato già in precedenza, Piazza del Popolo è una delle mete preferite dei turisti che visitano Ascoli, in quanto architettonicamente armoniosa da qualsiasi punto la si veda. Se non altro questa rinominata piazza è nota anche come il salotto della città, nel quale turisti ed abitanti si danno appuntamento per trascorrere del tempo in compagnia. 

Piazza del Popolo è così apprezzata soprattutto perché contiene alcuni dei monumenti più importanti, tra cui il Palazzo dei Capitani del Popolo e la Chiesa di San Francesco, ma anche i diversi edifici rinascimentali. 

Definita una delle piazze più belle dell’intera Italia, Piazza del Popolo deve la sua armonia alle regole rigide che l’anarchia costruttiva imponeva nel 1507. Il governatore dei tempi pretendeva che chiunque volesse costruire sul luogo doveva realizzare edifici prettamente identici agli altri, sia nell’altezza che nella scelta dei mattoni rossi e del travertino.

Palazzo dei Capitani

Monumento imperdibile di Ascoli Piceno è il Palazzo dei Capitani, costruito tra il 1200 ed il 1300. Noto inizialmente come Palazzo del Popolo, il suo scopo primario era quello di accogliere i rappresentanti delle corporazioni cittadine per le decisioni importanti di governo.

Successivamente assunse il nome di Palazzo del Comune e divenne la sede di tutti i governatori della città, fino a quando assunse una connotazione fascista a causa dei podestà. 

Fu incendiato nel 1535 ma venne immediatamente ricostruito per tornare ad accogliere i governanti di Ascoli. Soltanto con l’Unità d’Italia del 1860 il Palazzo dei Capitani divenne proprietà dello Stato. Attualmente appartiene invece al comune di Ascoli e può essere visitato da chiunque. 

Chiesa di San Francesco

La Chiesa di San Francesco è uno dei principali simboli religiosi della città di Ascoli Piceno. Lo stile gotico la pone al centro dell’attenzione dei turisti.

Il motivo per cui tale monumento fu costruito riguardano la visita di San Francesco nella città, nella quale soggiorna per diversi mesi nel 1215. A causa di ciò diversi giovani crearono l’Ordine dei Frati minori conventuali, il quale richiedeva la costruzione di un edificio che potesse accoglierli.

Sul lato di Via del Trivio, anziché su Piazza del Popolo, si affaccia la facciata principale di Ascoli, che presenta tre portali. Nella lunetta sono raffigurati San Giovanni Battista, la Vergine Maria e San Francesco, oltre a un agnello, simbolo della famiglia Lanari, che finanziò la struttura.

L’agnello rappresenta Gianfrancesco Guiderocchi e Astolfo e la loro famiglia, che liberarono Ascoli dai tiranni e sono onorati nel monumento di Papa Giulio II.

L’interno ha una pianta rettangolare a croce latina con pilastri ottagonali che dividono tre navate, archi gotici e volte romaniche. La Loggia dei Mercanti fu costruita con le donazioni della Corporazione della Lana. È collegata al portale gotico da una galleria e rimane visibile lateralmente una lastra di travertino che riporta le misure di tutti gli elementi architettonici utilizzati per costruirla, nel caso in cui siano danneggiati o debbano essere sostituiti.

Piazza Arringo

Il nome di questa piazza altrettanto conosciuta ed amata di Ascoli deriva dalle arringhe che il popolo svolgeva al di sotto di un olmo. Gli edifici più importanti che ospita sono il Duomo di Sant’Emidio, in cui è presente la cripta ed il mausoleo dell’omonimo Santo, il Battistero di San Giovanni, il Palazzo dell’Arengo ed il Palazzo Episcopale.

La Pinacoteca Civica e il Palazzo Episcopale, entrambi situati nella Piazza del Nettuno, sono due dei più importanti edifici civili della Rimini medievale. Il Palazzo dell’Arengo, oggi sede della Pinacoteca Civica e del Comune, conserva il fonte battesimale a immersione del XII secolo proveniente dal vicino Battistero di San Giovanni, uno dei più importanti esempi di architettura romanica in Italia. I dipinti di Crivelli sono esposti nel Museo Diocesano.

Museo Diocesano e Pinacoteca

Come accennato già in precedenza, la Piazza Arringo ospita diversi monumenti importanti, tra cui la Pinacoteca Civica ed il Museo Diocesano.

La Pinacoteca è situata all’interno del Palazzo dell’Arengo e presenta una raccolta di opere che vanno dal 1400 ad oggi. Tra esse vi sono quelle di Carlo Crivelli, di Tiziano, Guido Reni, Cola dell’Amatrice e tanti altri.

Per quanto riguarda il Museo Diocesano, invece, le opere che ospita sono principalmente quelle di Crivelli.

Il Museo Diocesano nel Palazzo Episcopale conserva opere di Crivelli (Salita al Calvario, 1527, Cola dell’Amatrice), Tiziano (San Francesco riceve le stimmate, XVI sec.), Guido Reni (Annunciazione, 1575) e Passeggiata amorosa di Pellizza da Volpedo (1901). Oltre a Crivelli, il Museo Diocesano conserva opere di Cola dell’Amatrice (La salita al Calvario, 1527), Tiziano (San Francesco riceve le stimmate, XVI sec.), Guido Reni (Annunciazione, 1575) e Pellizza da Volpedo (Quarto Stato). È presente anche una bella Madonna di Poggio Bretta.

Il Caffè Meletti ad Ascoli

Prima di giudicare, entrate a dare un’occhiata allo storico Caffè Meletti, dal 1905 è un’istituzione ad Ascoli, oltre che un luogo di incontro per pittori, scrittori, imprenditori e gente comune.

È uno dei 150 caffè storici d’Italia ed è annoverato tra i più grandi caffè d’Italia. Quando ci si siede nelle sale liberty o sotto i portici di questo caffè, si possono vedere Sartre, Hemingway, Mascagni, Guttuso, Pertini, Soldati e molti altri. La facciata rosa del caffè spicca sulle pareti blu del Palazzo dei Capitani di Piazza del Popolo.

La scritta secolare “Anisetta Meletti” sulle pareti rosa del caffè si riferisce a un liquore a base di anice che ha reso famoso il locale. Si tratta di un liquore a base di anice (Pimpinella Anisum) coltivato nei terreni argillosi dell’ascolano, che viene consumato con un chicco di caffè. Ogni pranzo o cena in un ristorante di Ascoli è accompagnato da un’anisetta Meletti.

È vero, non esagerate: il Meletti contiene alcol! A meno che non vogliate emulare il poeta romano Trilussa, che ha ispirato tante favole e sonetti dopo aver bevuto buone dosi di Meletti, non fatelo se volete scoprire le bellezze del piceno da sobri.

I Tempietti di Sant’Emidio ad Ascoli

Oltre alla cattedrale di Piazza Arringo, la città di Ascoli Piceno possiede due tempietti quasi sempre trascurati dai turisti. Secondo la leggenda, Sant’Emidio portò la propria testa alla sepoltura dopo essere stato decapitato perché desiderava un luogo di sepoltura sacro. Un tempo in quel luogo sorgeva il cimitero cristiano di Ascoli Piceno. L’architettura barocca si fonde perfettamente con la roccia in questo tempietto, costruito nel 1721 per ringraziare Sant’Emidio di aver salvato Ascoli Piceno dal terremoto del 1703.

Il santo patrono di Ascoli Piceno è anche il protettore dai terremoti, una posizione che sembra aver salvaguardato in molte occasioni in passato, rendendosi popolare tra la popolazione locale. Il tempio di Sant’Emidio Rosso si trova nel luogo in cui il santo fu decapitato ed è dipinto di rosso per ricordare il suo sangue. È di forma ottagonale e di colore rossastro.

Via delle Stelle e Ponte Romano ad Ascoli Piceno

Via delle Stelle è il nome di questo scorcio medievale di Ascoli Piceno, che ben si addice al nome. Rretë li mierghië corre lungo la riva destra del fiume Tronto, a ridosso dell’antico tracciato delle mura cittadine.

Poiché tutti gli edifici lungo via delle Stelle erano merlati a scopo di difesa militare, gli ascolani la chiamano Rretë li mierghië, “dietro le merlature”. Torri e palazzi, antichi negozi, strade acciottolate e viste panoramiche sul fiume Tronto si trovano lungo questo percorso tranquillo e quasi solitario.

Si dice che l’origine del nome di Via delle Stelle sia il luogo in cui gli amanti romani si incontravano la sera per cercare un po’ di “tranquillità”. Il Ponte Romano alla fine di Via delle Stelle, accessibile da Porta Solestà, è considerato un’eccezionale dimostrazione delle capacità costruttive dei Romani. Fu costruito con un’unica campata di circa 62 metri, un vero miracolo per l’epoca, risalente al periodo augusteo.

Forte Malatesta

Il Forte Malatesta di Piazza del Popolo, una delle più belle fortezze rinascimentali d’Italia, è facilmente raggiungibile a piedi. Se visitate Urbino, è un’attrazione turistica da non perdere. È uno dei monumenti più importanti della città ed esiste da moltissimo tempo. Il fiume Castellano si trova sul lato opposto della Rocca Malatestiana, una delle più importanti fortezze medievali del mondo. Fu distrutta e ricostruita più volte nel corso dei secoli, fino a diventare una fortezza nel 1349. Dal 1828 al 1878 fu utilizzato come prigione. Oggi vi si trova il Museo dell’Alto Medioevo, con alcuni degli oggetti più preziosi della sua collezione.

Trovi l’articolo completo sul Forte di Malatesta a questo link

Queste sono le maggiori attrazioni da visitare durante il vostro passaggio ad Ascoli Piceno, se secondo voi la nostra classifica non comprende qualche monumento o location che ritenete fondamentale, non esitate a scrivercelo nei commenti.

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