Duomo Ascoli Piceno – Cattedrale di sant’Emidio e di Santa Maria Madre di Dio

Il Duomo di Ascoli Piceno, il cui nome ufficiale è Cattedrale di sant’Emidio e di Santa Maria Madre di Dio, è noto alla maggior parte dei residenti semplicemente come cattedrale di sant’Emidio.

Si tratta della chiesa più importante della città, situata in piazza Arringo sin dall’epoca romana, che rappresenta di conseguenza il centro della vita di Ascoli Piceno.

La Storia di questa cattedrale è molto interessante e verrà approfondita nei paragrafi successivi. 

Foto presa dal Web

Cattedrale di sant’Emidio, storia e origini

La Cattedrale di Ascoli Piceno più importante è proprio quella di sant’Emidio, l’edificio ha subito una serie di modifiche nel corso dei secoli ed alcuni resti ritrovati nella cripta restaurata nel 1967 hanno dimostrato che l’origine del tempio risalga al IV/V secolo, la costruzione è avvenuta al di sopra di un altro tempio pagano dedicato probabilmente alle Muse.

La Cattedrale fu edificata mediante l’utilizzo dei resti di una basilica romana, tra cui il transetto e la cupola. All’epoca l’edificio era lungo 32 metri, largo 13 ed alto 9.

Nel VI secolo la pianta dell’edificio fu modificata ed assunse la forma di croce latina; in seguito vennero aggiunti anche una cupola ottagonale, la facciata e la cripta nella quale attualmente è conservata la salma di sant’Emidio.

Fu proprio in quel periodo che la cattedrale – che fino a quel momento era dedicata unicamente alla Vergine Maria Madre di Dio – fu dedicata anche al primo vescovo e santo martire della città: sant’Emidio. In contemporanea furono costruite due torri agli angoli della facciata, nonché un portico a cappelle.

Il parapetto che un tempo circondava la cripta fu creato con lastre di marmo intarsiate del XIII secolo (Caponigro, 2013). Mastro Giovanni di Matteo da Maltignano e suo figlio Paolino d’Ascoli realizzarono il coro in legno di noce in stile tardo gotico nel 1448 (Caponigro, 2013). Altri componenti della chiesa di San Pietro Martire furono acquisiti nel 1546 (Caponigro, 2013). Il santo Emidio è una delle figure più antiche raffigurate nel coro, che lo divide in due emicicli (Caponigro, 2013).

La Sacrestia, costruita tra il 1415 e il 1425, è una stanza alta con una volta a crociera. L’armadio in noce di Moise D’Anversa, con 14 ante e 12 specchi, spicca per bellezza e design. A destra della chiesa si trova anche la Cappella del Santissimo Sacramento. Per scendere alla cappella, si deve prima passare attraverso il presbiterio. La pianta a croce greca della cappella è completata dal suo perimetro esterno ottagonale. Raffaele Fogliardi ha realizzato i pennacchi, che raffigurano i quattro profeti.

I 27 pannelli dell’altare rappresentano la storia della vita di Cristo; l’ascolano Pietro Vannini realizzò il Paliotto d’argento alla fine del XV secolo. Si tratta di una delle opere orafe più importanti delle Marche, così come la statua d’argento di Sant’Emidio (esposta al Museo Diocesano in fondo alla strada), anch’essa realizzata da Pietro Vannini. Cola dell’Amatrice ha realizzato il ciborio sopra l’altare, uno dei più belli del XVI secolo.

L’aspetto architettonico romano della cattedrale rimase tale per un lungo periodo di tempo, persino quando le altre chiese della città si erano modernizzate, divenendo più grandi del duomo stesso. Soltanto nel 1481, grazie al vescovo Prospero Caffarelli, l’antica facciata dell’edificio fu demolita, mentre vennero costruite tre navate e riaperti i finestroni. A questo punto la cattedrale di Ascoli Piceno assunse un aspetto gotico-rinascimentale. 

Carlo Crivelli, pittore veneziano incaricato da Prospero Caffarelli, vescovo di Ascoli, di realizzare un polittico per la cattedrale, è firmato “OPUS KAROLI CRIVELLI VENETI 1473” sulla predella del polittico. Sulla predella, Cristo è raffigurato mentre benedice gli apostoli. San Pietro e San Giovanni Battista sono a sinistra, mentre Sant’Emidio e San Paolo sono a destra.

Altri santi sono San Pietro e San Giovanni Battista, la Madonna in trono con il Bambino e Sant’Emidio e San Paolo, in piedi. Santa Caterina d’Alessandria è a sinistra e San Giorgio e Sant’Orsola a destra dell’intensa “Pietà” centrale.

Un’epigrafe murata nella parete del transetto destro dell’unico ingresso laterale del Duomo, la Porta della Musa, dà il nome al portale. Francesco di Giovanni, che lavorò ad Ascoli fino al 1518, firmò il portale ligneo, decorato con rose intagliate e figure zoomorfe. Un’elegante balaustra orna la doppia scalinata, progettata dall’ingegner Gabriele Gabrielli nel 1841.

Verso la metà del 1500 furono apportate una serie di modifiche alla chiesa: venne aggiunto un nuovo altare maggiore, nonché monumenti funebri in corrispondenza delle nicchie poste sulle navate laterali. 

Nel XX secolo furono aggiunti dei mosaici sulla cripta che raffiguravano gli avvenimenti della seconda guerra mondiale ed una tomba dei vescovi diocesani.

Le 5 campane del duomo di Ascoli Piceno

Il Duomo di Ascoli Piceno è caratterizzato dalla presenza di 5 campane. Analizziamole di seguito singolarmente.

  1. Quella più grande è ovviamente nota come Sant’Emidio e fu realizzata nel 1655 da Emidio Marini ed Attilio Rossi di Senigallia per il vescovo Giulio Gabrielli, il cui stemma è impresso sulla campana. Il peso complessivo ammonta a ben 28 quintali ed il suono che produce è il si bemolle. Verso la fine del 1700 la campana venne fusa per ottenere dei cannoni per poi essere collocata nuovamente sulla torre.
  2. La campana più antica è nota col nome Marina ed è stata costruita nel 1594 da Camplani di Fermo. Il suono che produce è baritonale ed il peso complessivo corrisponde a 15 tonnellate.
  3. La Campana Polisia, la terza più grande, è stata costruita in onore della figlia del governatore Ascoli Polimio, la quale si convertì al Cristianesimo grazie a sant’Emidio.
  4. La quarta campana, realizzata nel 1771, è nota col nome Lucertola ed è infatti rappresentata dal simbolo dell’animale inciso su di essa. 
  5. La quinta campana, la più piccola e meno pesante di tutte, è chiamata Marcuccia perché rivolta verso il Colle San Marco. 

Contatti Cattedrale di sant’Emidio

Per qualsiasi esigenza potete contattare Il Duomo di Ascoli Piceno a quest’indirizzo.

Email: curia@ap.chiesacattolica.it
Numero di Telefono +39 0736 259901

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