San Francesco Ascoli Piceno

Situato a Piazza del Popolo nella città di Ascoli Piceno, la chiesa di San Francesco è uno tra i monumenti storici più importanti e rappresentativi della provincia, nonché dell’intera regione Marche. Viene descritta come uno degli esempi più interessanti dell’architettura francescana e rappresenta il centro di un complesso monumentale costituito dal Chiostro Maggiore e dal Chiostro Minore.

La peculiarità di questa chiesa risiede non solo nel complessivo stile architettonico, ma anche nella particolarità dei due portali che presenta.

I monumenti che costeggiano Piazza del Popolo, insieme al Caffè Meletti e ai palazzetti che la fiancheggiano, sono tra le strutture che costituiscono la sua scenografica cornice, il cuore di Ascoli Piceno, la chiesa di San Francesco è una delle strutture francescane più interessanti delle Marche e la chiesa francescana più significativa.

Oltre ai due chiostri (Chiostro Maggiore e Chiostro Minore), il complesso monumentale è composto dalla chiesa, poiché i fedeli consegnavano le chiavi alle colonne all’esterno della chiesa per sentirle suonare, le due serie di cinque colonne lisce ai lati dell’ingresso principale presentano degli incavi, è possibile battere queste colonne con le nocche per generare suoni diversi.

La storia della Chiesa di San Francesco

Nel 1215 il Poverello di Assisi, accolto dal popolo e dal clero al suo arrivo ad Ascoli, ispirò trenta giovani ascolani a chiedere di indossare il suo saio e a formare i primi frati francescani. I frati risiedettero per molti anni in vari luoghi fuori dalle mura cittadine. Nel 1257 ottennero da Papa Alessandro IV (1254-1261) e dal Ministro Generale San Bonaventura il permesso di trasferirsi all’interno delle mura cittadine.

Vendettero tutto e acquistarono un sito a Scayde, un luogo dove si estraeva il travertino, vicino all’attuale Piazza del Popolo. Papa Alessandro IV in persona inviò la prima pietra da utilizzare nel 1258, la costruzione, tuttavia, fu ritardata fino al 1262 a causa di successive difficoltà e disaccordi.

I pilastri dell’abside e del presbiterio furono costruiti in stile romanico, a dimostrazione del progetto ascolano di Antonio Vipera. Dopo il 1300, alla ripresa dei lavori, a cinque metri dalla base delle fondamenta, si sviluppò un nuovo progetto in stile gotico, caratterizzato da un tempo di transizione.

È probabile che la chiesa di San Francesco a Gubbio sia stata progettata da Fra Bevignate, un monaco silvestrino a cui si devono molte altre creazioni significative. Per questo motivo, i muri perimetrali sono stati rialzati rispetto alle fondamenta romaniche con blocchi di travertino e sono stati incastonati i pilastri ottagonali. Massicce travi a capriata sostenevano la copertura delle tre navate, che coprivano i tetti.

Il 24 giugno 1372 la chiesa incompiuta fu finalmente consacrata dal vescovo diocesano Giovanni Acquaviva di Camerino, Fermo e Numana, con l’aiuto del vescovo Acquaviva, dopo molti anni di insistenti lavori.

La traslazione del corpo del Beato Corrado Miliani nella nuova chiesa, avvenuta il 24 giugno 1372, fu accompagnata da un folto gruppo di frati minori marchigiani e fu festeggiata con entusiasmo dagli ascolani, che avevano contribuito molto alla costruzione della loro chiesa di “San Francesco”.

Le cappelle e le gallerie per le donne furono costruite tra il 1443 e il 1451. Le volte delle navate laterali furono erette nel 1521. La navata centrale e le lunette delle cappelle ai lati dell’altare maggiore furono completate tra il 1527 e il 1545 e la cupola nel 1549. Le sovrastrutture barocche furono installate nel corso del 1700. Furono costruiti sei altari sul lato sinistro e tre sul lato destro. Tra il 1852 e il 1858 fu ripristinata la forma originale e furono riparati la cupola e i tetti. L’ingegnere Luigi Mazzoni e Francesco Pirani di Osimo, allora custode e sostenitore, guidarono l’iniziativa di ripristino della forma originale.

Il 24 giugno 1955, il Cardinale Filippo De Angelis, Arcivescovo di Fermo, Ministro Generale dei Frati Minori Conventuali, e un gran numero di cittadini ascolani si riunirono per assistere alla riconsacrazione del tempio dopo i lavori di ristrutturazione. I lavori furono completati nel 1938 e nel 1939 e le grandi finestre furono riaperte. A partire dal 1958, le vetrate istoriate policrome realizzate dalla ditta senese La Diana su disegno del professor Francesco Joni.

Chiesa di San Francesco: portale principale

Il portale principale della chiesa di San Francesco è dotato di numerose decorazioni che lo rendono particolarmente interessante. È stato realizzato poco dopo la consacrazione della chiesa, circa verso la metà del 300. 

L’ingresso è adornato lateralmente da due leoncini stilofori, ognuno dei quali posto sui capitelli dei pilastri che sporgono dal muro. I leoni sorreggono delle colonnine a rilievo, decorate con un disegno romboidale. Esse presentano dei pinnacoli sul cui fusto sono poste le statue di San Francesco e Sant’Antonio.

La facciata è dotata anche di un affresco del 500, restaurato poi nell’800, il quale raffigura San Giovanni Battista, la Madonna e San Francesco. L’archivolto presenta inoltre sul suo punto più alto un agnello, simbolo non solo del cristianesimo, ma rappresentativo per la Corporazione dei Lanari di Ascoli che hanno contribuito economicamente alla realizzazione della chiesa. 

Sull’archivolto, all’apice, è raffigurata l’immagine della Corporazione dei Lanari di Ascoli, che contribuì finanziariamente alla costruzione della chiesa, e un agnello, simbolo cristologico e della corporazione. L’agnello, rappresentazione simbolica della Lanari Corporation di Ascoli, è raffigurato all’apice dell’archivolto, insieme a Cristo che benedice il suo popolo. La corporazione ha contribuito alla realizzazione dell’affresco cinquecentesco, che raffigura da sinistra a destra San Giovanni Battista, la Madonna e San Francesco.

I due portali sul lato della chiesa sono più semplici. San Giacomo, San Vincenzo e Sant’Anastasio sono rappresentati nelle lunette delle chiese ascolane. Non si conoscono i nomi degli artisti, ma si notano delle somiglianze nella decorazione tra le due chiese. Un restauro del 1951 ha creato l’oculo nello spazio superiore della facciata.

Le absidi esagonali costolonate del tempio, all’estremità orientale di Piazza del Popolo, sono dominate dalla cupola e dai due campanili. Il fianco meridionale della chiesa si affaccia su Piazza del Popolo, sulla quale si affacciano le due absidi. Negli spazi tra le absidi sono visibili sedici bifore in stile gotico. Sono decorate da delicate colonne tortili che si snodano fino alla sommità della torre. Sono ricoperte da intrecci, trafori, figurazioni e archetti.

Portale laterale che affaccia su Piazza del Popolo

Una delle facciate laterali della chiesa si affaccia su Piazza del Popolo e presenta ben 7 absidi poligonali, sulle quali sono situati la cupola e due campanili.

Situato tra la loggia dei Mercanti e l’edicola di Lazzaro Morelli, il secondo portale della chiesa è realizzato in travertino e presenta uno stile gotico. Anch’esso sembra essere stato realizzato nei primi decenni del 300. Ciò è intuibile dalla presenza di tre ordini di colonnine, un’unica fascia di capitelli e due ordini alternati di foglie pendule sporgenti, caratteristiche tipiche delle chiese francescane di quel periodo.

La loggia dei mercanti

La Loggia dei Mercanti, che si affaccia su Corso Mazzini, occupa metà del lato destro della chiesa. La Corporazione della Lana commissionò la struttura, che consiste in cinque archi che poggiano su plinti inespugnabili, per fungere da nuova zona commerciale per la piazza, che all’epoca era in fase di riprogettazione. La struttura fu costruita tra il 1509 e il 1513 da Bernardino di Pietro da Carona, su progetto attribuito al Bramante.

Un affresco situato all’interno della lunetta raffigura lo stemma di papa Paolo V.

Papa Giulio II: il monumento

Situato al di sopra del portale gotico, il monumento a papa Giulio II è stato inserito tra il 1506 ed il 1510. A realizzarlo è stato il maestro Bernardino di Pietro da Carona, il quale ha ritratto il pontefice seduto in trono e benedicente. L’opera è stata inserita all’interno della nicchia centrale ed accompagnata da quattro Santi dell’Ordine di San Francesco, posti ognuno in una nicchia laterale.

Così come citato alla base della statua ed al di sopra di una lapide, il papa Giulio II ha ottenuto il merito di aver liberato Ascoli dalla tirannia di Astolfo e Gianfrancesco Guiderocchi, i quali furono cacciati dalla città e rinchiusi all’interno di una rocca.

Sagrestia della Chiesa di San Francesco

I dipinti, realizzati da Nicola Monti e Cola dell’Amatrice nei secoli XVI, XVII e XVIII, si trovano nella sacrestia della chiesa, che comprende armadi provenienti dall’attuale chiesa ascolana di San Pietro e Paolo di Campo Parignano. I Padri Riformati della chiesa abate di Sant’Antonio hanno realizzato gli armadi in noce, disegnati da Giuseppe Giosafatti e Biagio Miniera. Sono disposti su due livelli e sono dotati di ante. Un dipinto del Miniera, delle dimensioni di 2 x 1 m, raffigura San Francesco davanti alla Vergine e al Bambino.

Cenni storici

Così come si evince dal nome, la chiesa è stata costruita in ricordo della visita che san Francesco fece ad Ascoli Piceno nel 1215. Tuttavia nel 1371 il vescovo Giovanni Acquaviva la dedicò e consacrò a San Giovanni Battista.

Colpiti dalla storia di s.Francesco di Assisi, ben 30 giovani ascolani divennero suoi seguaci e diedero origine alla prima comunità francescana, stabilendosi alle pendici del Colle San Marco. Successivamente venne concesso loro il trasferimento all’interno della città da papa Alessandro IV.

Dopo aver acquistato una porzione di suolo in Piazza del Popolo, la comunità francescana diede inizio alla costruzione della chiesa, più precisamente nel 1258, quando la prima pietra fu benedetta da papa Alessandro IV. Tuttavia la costruzione vera e propria avvenne soltanto dal 1262.

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